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Evidence-based practice. Quando il servizio sociale è efficace

 

“La necessità di sviluppare la evidence-based practice anche in Italia risiede nella esigenza sostanziale di rendere visibili i risultati di un lavoro, sicuramente articolato e complesso, ma spesso oggetto di critiche sulla sua “evanescenza” o intangibilità. Mai come in questo momento di crisi, che motiva la riduzione dei sistemi di protezione sociale, è necessario dimostrare l’utilità del nostro lavoro e la rilevanza anche economica del “fare sociale”. 
L’approccio all’esercizio fondato sull’evidence-based practice consente al singolo operatore/professionista che lo utilizza di convertire progressivamente il bisogno di informazione in precisi quesiti per i quali attiva un percorso di ricerca documentale che fornisca evidenze valutabili sul piano metodologico e la loro applicabilità; infine le utilizza nella propria attività professionale”. Giuseppe De Robertis, presidente dell’Ordine degli Assistenti sociali Puglia ha aperto così il convegno sul tema Evidence based practice. Quando il servizio sociale è efficace che si è svolto ieri a Bari con una grande partecipazione. I relatori hanno approfondito le questioni relative alla costruzione delle evidenze nel servizio sociale. Marian Brandon, docente di servizio sociale e ricercatrice del Centre for Research on the Child and Family della East Anglia University ha presentato i risultati delle sue ricerche realizzate insieme con altri colleghi inglesi e di altri paesi. Tiziano Vecchiato ha delineato le condizioni per fare verifica e valutazione di esito, prefigurando sviluppi metodologici necessari per costruire nuove evidenze professionali.
Cinzia Canali ha mostrato come la costruzione di evidenze può essere gestita con laboratori multicentrici e collaborativi. PersonaLAB (Personalised Environment for Research on Services, Outcomes and Needs Assessment) è nel tempo diventato un ambiente in grado di sviluppare nuove soluzioni e verificarle sul campo. Andrea Barani, assistente sociale della zona Valdarno inferiore in Toscana, ha documentato i risultati di un’esperienza progettuale sul tema “Rischio per l’infanzia e soluzioni per contrastarlo” e come la sperimentazione nazionale stia avendo seguito nella Regione Toscana con risultati positivi per i minori a rischio di allontanamento. Tra le potenzialità evidenziate non c’è solo la valutazione di esito, ma anche la valutazione di costo/efficacia. Sta aprendo nuovi scenari alla negoziazione che gli assistenti sociali possono gestire per una migliore allocazione delle risorse in un momento di crisi e di difficoltà per tutti i servizi. Il convegno si è concluso con l’analisi di esperienze nei territori pugliesi. La verifica e la valutazione di esito può già oggi farne tesoro per meglio investire in un futuro con maggiori evidenze a disposizione e maggiori indici di efficacia.